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VETROinTERACTIVE
Parete in vetro interattiva a tecnologia tattile

 

La sicurezza

La direttiva 92/59 CEE sulla sicurezza generale dei prodotti è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo n°115 del 17 Marzo 1995.
Tale decreto legislativo obbliga il produttore ad immettere sul mercato solamente prodotti sicuri. Le Norme UNI EN 12600, UNI EN 356, UNI EN 1063, prevede che i vetri siano classificati in relazione all’impatto di un impattatore del peso di 50kg che cade da differenti altezze.
Il vetro Truelight è di CLASSE 1(B)1 e cioè resiste alla caduta dell’impattatore da un altezza di 1.200 mm. Tale classificazione permette di certificarlo come VETRO ANTIFERITA E VETRO ANTICADUTA NEL VUOTO
LA SICUREZZA – NORMATIVA VIGENTE

Se in passato l’adozione di vetri di sicurezza poteva essere solamente raccomandata, il Decreto legislativo n° 115 del 17/3/95, che recepisce la direttiva CEE del 29/6/92 relativa alla sicurezza generale dei prodotti, di fatto obbliga il produttore ad adottare, in assenza di leggi specifiche, le norme esistenti (UNI 7697, 7172, 9186 e 9187). Il sempre maggiore utilizzo del vetro stratificato ha permesso, fra l’altro, una drastica riduzione degli incidenti e deve essere sempre utilizzato, per esempio, negli edifici scolastici, edifici pubblici, UFFICI. La norma UNI 7172 prevede la suddivisione fra vetri di sicurezza solamente contro le ferite a persone e vetri di sicurezza anche contro le cadute nel vuoto.
UNI 7172 SICUREZZA
Contro il rischio di caduta nel vuoto e in caso di rottura del vetro. Viene simulato l’impatto di un bambino in corsa contro un vetro, mediante la caduta pendolare sulla lastra in esame, di un sacco di cuoio del peso di 50 Kg e dall’altezza di 50 cm; per la caduta nel vuoto l’altezza sarà portata a cm 120.

REQUISITI CHE CONNOTANO LA FORNITURA DI PARETI INTERNE MOBILI
PRESTAZIONI RICHIESTE
(Da il Capitolato speciale d’appalto per gli aspetti tecnici e qualitativi della fornitura a cura di Assufficio e Catas)
Art. 6 - Requisiti che connotano la fornitura
nelle diverse classi di prodotto e nelle diverse tipologie di elemento, si devono riscontrare i seguenti requisiti:
6.1 - Resistenza agli urti
Gli elementi delle pareti interne mobili devono possedere l'attitudine a resistere alle sollecitazioni prodotte, nell'uso normale, per urti accidentali di tipo duro e molle. Sottoposte ad azioni previste nelle prove e variabili a seconda degli spazi (pubblici o privati) le pareti non devono presentare deterioramenti di finitura, fessurazioni, scalfitture, sfaldamenti o deformazioni. Devono inoltre garantire le prestazioni di funzionamento.
Metodo di prova secondo la UNI 8201 URTO DA CORPO MOLLE DI 50 Kg

6.2 - Resistenza ai carichi sospesi
Capacità di sopportare sovraccarichi connessi alla applicazione di contenitori e attrezzature pensili. Devono resistere a forza a strappo orizzontale, forza a strappo in verticale, a un carico eccentrico che agisca parallelamente alla superficie della parete.
Metodo di prova secondo la UNI 8326.

6.3 - Comportamento all'incendio
6.3.1 - Reazione al fuoco

I materiali componenti gli elementi non devono avere caratteristiche di infiammabilità o meglio devono possedere solo un certo grado di partecipazione alla combustione; in relazione a ciò sono assegnati alle classi 0,1, 2, 3, 4 e 5, con l'aumentare della loro partecipazione alla combustione; quelli di classe 0 non sono combustibili.
Metodi di prova secondo le UNI ISO 1182, UNI 8456, UNI 8457, UNI 9174 e UNI 9177.
IL VETRO FLOAT E’ IN CLASSE 0 (NON E’ COMBUSTIBILE)
IL VETRO STRATIFICATO E’ IN CLASSE 1 (PARTECIPA MOLTO POCO ALLA COMBUSTIONE)



6.3.2 - Resistenza all'incendio

Il requisito è connesso alla proprietà degli elementi di mantenere per un certo periodo di tempo: la stabilità della struttura (R), la tenuta al passaggio di fiamme o gas caldi (E), l'isolamento termico (I).
Metodo di prova secondo il prEN 1364/1
IL VETRO NON HA RESISTENZA ALL’INCENDIO (REI 0)

6.4 - Sicurezza in uso
I componenti tecnici non devono, a seguito del loro utilizzo, presentare rischi dovuti alla rottura delle parti vetrate per le quali si richiede l'applicazione di vetri di sicurezza scelti secondo la UNI 7697, e conformemente alle disposizioni del Decreto Legislativo 626/94 e successive modifiche

6.4.1 - Sicurezza elettrica
Predisposizione alla capacità di disperdere, senza danni per l'utilizzatore, scariche elettriche accidentali in accordo alle norme CEI 64-8 e CEI 64-11 e secondo la norma UNI 10817. L’attrezzabilità con impianti elettrici o con equipaggiamenti di servizio dovrà essere garantita secondo le norme UNI 10815 e 10816.

6.4.2 - Atossicità
I materiali costituenti le pareti interne mobili ai fini della tossicità devono essere conformi alle normative vigenti
es: formaldeide: secondo UNI EN 120, UNI EN 717/2 e legislazione vigente2
IL VETRO E’ CHIMICAMENTE DEFINITO ATOSSICO

6.5 - Isolamento acustico
Gli elementi tecnici devono fornire un potere fonoisolante Rw determinato secondo le UNI EN ISO 140/3 e UNI EN ISO 717/1/2